MEDITAZIONE OGGI
Oggigiorno si sente sempre più spesso parlare di meditazione e di discipline orientali, anche nelle circostanze più impensate. I giornali e le riviste patinate abbondano di servizi sulla meditazione e sul “benessere interiore”, e illustri, ma purtroppo inesperti opinionisti esprimono la loro opinione dall’alto della loro posizione. I libri del Dalai Lama riempiono interi scaffali nelle librerie e persino nei supermercati, e molti visi noti del piccolo e del grande schermo si affrettano a dichiarare pubblicamente la loro adesione ad una o un’altra scuola di pensiero spirituale orientale. Questa tendenza che qualcuno ha definito giustamente “the fashion Buddhists” o “buddhisti modaioli” non è in realtà una novità in senso assoluto.già dalla fine degli anni sessanta, sulla scia della moda hippy molti personaggi celebri amavano gironzolare intorno a famosi guru indiani (vedasi per es.Mya Farrow e il Ven. Maharishi), forse per moda, forse in cerca di ulteriore notorietà o forse perché genuinamente alla ricerca di un po’ di chiarezza nella loro vita così tormentata e confusa.
Ma nonostante la grande esposizione mediatica che questi temi hanno avuto negli ultimi periodi, la comprensione profonda delle pratiche contemplative di origine orientale è ancora lontana da essere conquistata. Le innumerevoli pubblicazioni reperibili oggi in italia trattano l’argomento solo sommariamente, magari descrivendo una particolare tecnica meditativa anche nei dettagli più astrusi, mancando però al contempo di fornire le basi e gli strumenti culturali e linguistici più appropriati nel particolare momento storico, sociale e culturale in cui ci troviamo a vivere la nostra vita. La società moderna dell’occidente è una società assai diversa da quelle in cui le varie pratiche meditative sono nate e si sono sviluppate. L’epoca in cuoi ci troviamo a vivere è un epoca di grandi incertezze, in tutti i sensi, dal mondo del lavoro , alle relazioni tra individui, fino alle grandi calamità naturali e ai conflitti interetnici e politico-economici che insanguinano ancora varie parti del nostro mondo. Tenendo presente tutto ciò, e la ancor più rapida velocità con cui le cose cambiano in continuazione è necessario che anche coloro che hanno a cuore la diffusione delle dottrine e delle pratiche contemplative di origine orientale e non solo, trovino gli strumenti e le metodologie più idonee per una corretta divulgazione e comprensione di tali insegnamenti e quindi per una loro effettiva valorizzazione e applicazione da parte delle persone che con un vivo interesse vi si avvicinano, magari in cerca di risposte chiare alla loro domanda di una maggiore comprensione di loro stessi e del mondo che li circonda.le presone che si avvicinano al buddhismo e alla meditazione in occidente sono persone in genere che provengono da situazioni di vita conflittuali e spesso sono vittime dei cosiddetti mali del nostro tempo, quali l’estraneazione verso la società in cui vivono e la conseguente alienazione da essa, o la depressione e l’ansia di vivere, fenomeni questi in continua espansione nelle società del cosiddetto benessere. la ragione di tali squilibri personali e sociali va ricercata nei rapidi cambiamenti avvenuti nella nostra società moderna a partire dalla metà del diciannovesimo secolo, in concomitanza con quel grande fenomeno mondiale chiamato industrializzazione. Lo sviluppo delle tecnologie moderne ha avuto come conseguenza stravolgimenti incredibili come lo svuotamento delle campagne a favore della città, l’inquinamento di massa mai visto prima in così vasta scala e la creazione di nuove forme di sfruttamento da parte di chi deteneva il potere ai danni delle masse.
Tutto ciò ha dato origine a movimenti di ideologie di massa che nelle forme più genuine si proponevano di offrire nuove soluzioni a nuovi conflitti nati con l’avvento del ‘era moderna . tali ideologie e movimenti sono ben presto degenerati in forme di controllo totalitaristico e dittatoriale da parte dell’elite di coloro che si erano proposti come i portatori di una nuova idea di società e di uomo. Il crollo delle ideologie avvenuto con il crollo del muro di Berlino ha lasciato un vuoto ideologico, sociale e culturale che per alcuni è diventato una voragine che rischia di risucchiare tutti e tutto. D’altra parte le religioni organizzate non riescono più a catalizzare le necessità spirituali delle persone del mondo post-ideologico attuale . non c’e’ dunque da stupirsi se oggigiorno moltissime persone si rivolgono altrove in cerca di un po’ di luce in questi momenti difficili. Ma è necessario comprendere tutto ciò in modo da poter costruire sistemi didattici più idonei per rispondere a questa crescente domanda di spiritualità nella nostra società.
Molti tentativi sono stati fatti negli ultimi trenta anni in questo senso, ma l’impressione generale è che molto sia ancora da farsi. Gli approcci tradizionalisti di importazione orientali sono interessanti perché offrono delle strutture collaudate da secoli, ma a lungo andare mostrano tutta la loro inadeguatezza a interpretare le esigenze più vere dei praticanti occidentali di oggi, mentre gli approcci modernisti, pur nobili nel loro tentativo di adeguamento alla società presente, corrono il rischio di divenire dei pericolosi salti nel buio, o dei maldestri tentativi di cooptazione a dei modelli culturali presenti troppo fragili e modaioli come le varie tecniche new age.
Quindi è necessario un grande lavoro di comprensione , di analisi e di sintesi delle menti occidentali da una parte e delle pratiche orientali dall’altra, e questo non potrà che richiedere un lungo periodo di tempo e forse non pochi tentativi ed errori, ma d’altra parte sentiamo che senza questo lavoro non ci potrà mai essere un vero e genuino incontro tra l’occidente e il buddhismo e quindi un relativo beneficio per coloro che a tali discipline si accostano.
Proprio questo tipo di comprensione e ricerca è ciò che tentiamo di praticare nei notri centri.
Davide P.
Buddhist Ralists’Centre-Milano